Dino Villani – Un artista che ha trovato la sua strada

In dicono di lui by mfmadmin

Si può ben dire che Angelo Di Fiore è un artista espresso come un simbolo dalla sua terra poiché già quando cominciò a dipingere senza maestri, fin da ragazzo, il colore che portava sulla tela era macerato nel sudore, nella polvere, nel sangue cotti dal sole del Tavoliere.

Non è un esuberante e un passionale come qualcuno lo ha definito in occasione delle varie mostre tenute finora, ma un animo sensibile, che sa cogliere lo spirito delle cose e degli uomini che vivono e faticano intorno all’ambiente in cui egli si muove.

E che sapesse e sappia sentire e tradurre il messaggio di certe visioni che più di altre lo impressionano ce lo dimostra anche il vedere che, giunto a Milano, si è sentito subito attratto dalle immagini di periferia nelle quali è espressa la dinamica produttiva della metropoli. E così, dopo le campagne calde e assolate dalle fiamme del sole e i paesi densi di case biscottate del foggiano, Angelo Di Fiore ci ha offerto una serie di grandi stabilimenti in attività, circonfusi di un’aureola di luci, di fuoco, di fumo resi con un colore caldo e vivo che fa risuonare nell’aria perfino il movimento fragoroso delle macchine invisibili.

Ma la propensione verso le immagini di forza e di potenza non è da intendere nell’artista come acquiescienza ammirata a un’autorità organizzativa meccanica; all’attrazione fatale di una vita alla quale è difficile sottrarsi. Di Fiore non ha voluto lasciarsi reclutare a Foggia, né vuole cedere a Milano, spinto alla ricerca di quella libertà forse un po’ anarchica che è dell’artista indipendente, disposto a contare soltanto sulle proprie forze a costo di ogni sacrificio.

E a questo suo spirito di libertà lanciata oltre la meta comune è ispirato il gruppo delle sue opere più recenti [del periodo, NdR] dove il cavallo al galoppo, spinto ad una corsa sfrenata, ha un sapore autobiografico.

Anche quando le immagini si intersecano e si confondono, e la composizione assume carattere in parte astratti, emerge sempre nel moto lanciato irrefrenabilmente in avanti, e in alto, un complesso di linee e di forme, sostenute da un colore allusivo che contribuisce a esaltare i valori dinamici delle creazioni.

E spesso il fondo è un fondo buio nel quale brilla qualche stella, o ruota uno squarcio del firmamento (simbolo dello spazio senza fine ma pulsante) come nel bel Pegaso: una delle opere più recenti e certamente tra le migliori. In essa l’equilibrio tra forma e colore, tra luci e ombre, dice la presenza di un artista che ha trovato la sua strada.

Dino Villani