suscita in noi visioni e commozioni differenti

In dicono di lui, ritagli senza fonte by mfmadmin

Di Fiore sa suscitare, in ciascuno di noi, visioni e commozioni differenti, ma sempre ugualmente intense. È stato detto da quasi tutti i critici che l’arte astratta e l’arte informale hanno sostituito l’immagine col segno.

Ma questa affermazione, che mira a negare ogni validità allosterica crociana, scaturisce da un errore grosso, per non dire grossolano, che proprio le opere di Angelo Di Fiore ci fanno capire.

Nell’arte nessuna distinzione è possibile tra segno è immagine. Il linguaggio, sia quello fonico che quello dei gesti e dei segni, ex concettuale quando esprime idee, sensibile quando esprime o suscita immagini. Al di fuori di queste, non esistono altre differenze.

Molti critici guardano segni e colori come fini a se stessi, indipendentemente dai loro valori semantici e dai significati evocativi, emblematici, eccetera, di cui si caricano nei rapporti sintattici del linguaggio artistico. Ciò ha impedito loro di capire l’estetica del Croce e li ha indotti a sostenere contro di lui una polemica che, sul piano filosofico, si condanna da sola. Infatti, il Filosofo di Pescasseroli ha definito l’arte intuizione lirica, per cui l’immagine è un fantasma poetico e non ha fatto fisico. E’, per dirla con Giovanni Giovannini, un sentimento infusione colto nella sua individualità che si fa immagine.

Quindi, l’immagine crociana non è quella della oggettiva realtà naturale, ma quella liricamente espressa o suscitata dalla soggettività dei sentimenti. Diciamo suscitata perché è qui e la perenne attualità dell’estetica della grande pensatore abruzzese l’artista deve saper mettere gli osservatori nella felice condizione dire creare in se stessi secondo la loro particolare sensibilità, la sua commossa visione poetica..